Non è facile per niente.
Leggo spesso di quanto mangiare vegan sia semplice: non lo è del tutto.
La maggioranza dei supermercati non offre molti prodotti privi di lattosio o uova, per non parlare di robe tipo seitan, tofu, affettati vegetali e burgers. La scelta dei biscotti senza latte e uova è scarsa. Per trovare della panna da montare vegetale priva di grassi idrogenati sono dovuta andare nel famoso NaturaSì, classico supermercato infarcito di signore imbarcate di cash e idem con patate per la maionese (di riso).
L'affettato vegetale? 4 euro per poche fettine risicate.
Riguardo ai prezzi c'è molto da dire: tanti sostengono come un'alimentazione vegan faccia spendere non più di quanto si spende per un'alimentazione onnivora ma ecco..non è esattamente così.
Ordunque, questo potrebbe forse valere per chi mangia(va) quotidianamente bistecche prima scelta o formaggi pregio o lussuosi biscottini from multinazionale iper-pubblicizzata.
Per chi mangiava poca carne comprata rigorosamente in offerta e formaggi e biscotti tarocchi del discount sommati a molta frutta e verdura (ovviamente solo in offerta speciale e mai al supermarket), passare all'etico-eco-bio è effettivamente un problemino.
Non ci facciamo scoraggiare, si fa tutto lo stesso.
E' bello, sano, buono e giusto...facile no. Ma ce la potemo fa'.
Comunque, questo lungo preambolo era giusto per inutile onestà intellettuale ed è possibile (probabile?) che qualsiasi pro-veg leggendolo darà di matto (i veg sono gente strana, non so come mai).
L'intento originario era principalmente quello di dire che, nonostante le aziende non ci aiutino,è comunque possibile, con un po' di sbatti e un po' di passaparola, vivere quasi cruelty-free.
Ad esempio, cosa ottima è sapere che molte delle care vecchie supermultinazionali, non solo sono i classici esemplari di capitalismo contemporaneo becero con tutti i difetti del caso (povero Adam Smith che si rigira nella tomba) ma per di più si permettono di coglionarci a tutti nel momento in cui persino gli alimenti specifici per i nostri pets vengono accuratamente testati su cani, gatti, scimmiette e quant'altro.

Ovviamente non si tratta di test poco invasivi: tengono queste povere creaturine chiuse in gabbie, in condizioni igieniche pessime, violando la benchè minima norma morale dettata dal buon senso..storie di mengeliana memoria, y'kno'.
Sarebbe buona abitudine tentare di evitare i suddetti marchi, nei limiti dell'umana (economica) possibilità.
Potete iniziare, se volete, leggendo queste pagine:
- la cara Iams;
- una lista informativa di prodotti più o meno considerati cruelty-free.
Fate vobis, io non sono più tipa da ramanzine moraliste ma mi sembrava giusto dirlo -se non altro perchè io non l'avrei mai detto-.






2 commenti:
ti voglio bene tutto anche pwer questi pipponi :) luvv ya
p.s. ma le categorie non ci stanno più?
quali categorie?
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